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Rep. Marocco

Eventi > 15-27/4 Marocco
Report "MAROCCO - Raid di Primavera"
Attraverso l'esperienza del nostro webmaster ecco un racconto del fantastico tour in terra africana, alla fine uno slide di fotografie che bene raccontano il viaggio.....

E' stato un bel viaggio, una bella esperienza, un gruppo coeso formato da 14 moto e 17 motociclisti/e con i quali ho passato 12 giorni lontano dai soliti pensieri, dalle incombenze di tutti i giorni, dal lavoro, insomma: un vero e proprio "stacco" come succede quando si va lontano.
Dei miei 4 viaggi in Marocco questo era il primo stradale, senza piste off/road, ora dire "solo asfalto" in Marocco è una parola grossa, lavori di manutenzione continui, nuova viabilità e strade abbandonate al loro destino rendono il percorso comunque avventuroso ed impegnativo soprattutto per chi ha moto stradali, in questo frangente myR100GS si è comportata egregiamente e con i suoi 60cv scarsi ha tenuto il passo di moto ben più moderne e performanti.

Siamo partiti da Genova con una grigia giornata incontrando anche un po' di pioggia sull'autostrada, presa consegna dei documenti di viaggio e attaccati gli adesivi sulle moto ci siamo imbarcati senza problemi, le due notti in nave all'andata passano veloci, ci si conosce, prendiamo confidenza e discutiamo di quanto andremo ad affrontare in Marocco, sbarchiamo così il 17 a Tangeri Med pronti per l'avventura.

Pronti si, ma pazienti, tanto, perchè stavolta saremo gli ultimi a fare dogana ed arriveremo in albergo a Tangeri molto tardi, fai l'assicuraizone, cambia i soldi, 40Km di trasferimento e va a finire che ci mettiamo a tavola dopo le 22!

La mattina dopo ci aspetta la tappa Tangeri > Fes, fa caldo, ma tutto sommato abbastanza sopportabile, il percorso si snoda su campagne simili alle nostre, siamo d'altra parte nell'area ancora influenzata dal Mediterraneo, prendiamo visione dei mezzi di locomozione rurali: muli e vecchi furgoni, camion stracolmi di merci e/o persone. Arrivati a Fes una visita alla medina patrimonio dell'Unesco è d'obbligo, la sera cena e poi a letto pronti per affrontare la tappa del giorno dopo che ci porterà sull'Atlante.

Si parte come consuetudine alle 8:30 direzione Imilchil, uno sperduto paesino di montagna dove 10 anni fa la corrente funzionava con un generatore (veniva spento alle 23), i cellulari non prendevano e Internet era fantascienza, ora il generatore non c'è più, i cellulari prendono e Internet esiste, ma funziona poco e male, in compenso come al solito dormirò pochissimo, quei lettini e lenzuoli sui quali mi "aggrovigliolo" non fanno decisamente per me!

Il percorso è molto bello, l'asfalto meno, nei nostri viaggi cerchiamo sempre strade secondarie dove vivere meglio l'atmosfera di questo meraviglioso paese, sono spesso strette e malandate, inizia per questo aspetto l'esperienza di chi è per la prima volta in Marocco, il tratto finale è talmente distrutto che il bitume resta un ricordo di generazioni precedenti, ma la vista dei paesaggi rende comunque il tutto coinvolgente ed entusiasmante.

Cena tipica in albergo, 4 passi 4 in paese dove l'attrazione principale della serata è la partita di calcio del Barcellona e poi a letto, il giorno dopo ci sarà una tappa che si rivelerà la più impegnativa (e pericolosa) del raid, raggiungeremo infatti il deserto di Merzouga.

Imilchil > Merzouga sono circa 320Km, asfalto abbastanza buono, si valica l'Atlante con un passo bellissimo e paesaggi infiniti, poi si ridiscende, la parte finale è una pista che l'ultima volta feci in off/road, ora è asfaltata secondo la legge del "progresso" a cui anche il Marocco si sta adattando, durante il "barbonaggio" della pausa pranzo si intravedono i primi segni di un meteo poco invitante, molti hanno la percezione di prendere un po' di pioggia, a me è invece chiara la situazione: andremo incontro ad una tempesta di sabbia.

In questo tour il mio compito era fare da scopa al gruppo, dietro a me il fuoristrada di Mohamed (la guida locale) e il furgone con Toni, a fare da guida Adriano Furlotti con Fabio Locci e come Jolli la "guest star" Alessandro Botturi, dakariano e pilota Yamaha.

La tempesta di sabbia

Tutto procede bene fino a che non ci addentriamo nel deserto, la tempesta si manifesta con i suoi effetti, non è la prima volta che mi ci trovo, mi è già successo sia in Tunisia che in Marocco, stavolta però è più forte e meno costante il che rende la guida impegnativa. Il dakariano di ieri Adriano e quello di oggi Alessandro sono in testa al gruppo, andatura allegra in quanto sanno che non ci saranno bivi fino al termine del lungo drittone che percorriamo, il gruppo però si sfalda per via dei diversi stili di guida e delle moto diverse.

Il vento soffia fortissimo da destra, la sabbia ti entra ovunque e la visibilità è limitata, si guida con le moto inclinate di brutto, alcune strisce di sabbia arancione invadono l'asfalto lasciando uno/due metri di fondo pulito, ci vuole attenzione, molta, visto che invece si procede con un andatura, a mio personale avviso, elevata sorpasso le moto davanti a me fino a raggiungere Fabio che si era staccato dai due dakariani portando il gruppo dietro di se, ci intendiamo al volo e decidiamo di procedere con maggiore prudenza.

Sfilo indietro e nel frattempo mi raggiunge Mohamed con il suo 4x4, gli dico di stare avanti e fare strada, mi sorpassa, 50m e gli vedo mettere le 4 frecce, poi un attimo, un micro secondo e mi vedo davanti come un muro tinto di grigio, sabbia e sassi contro, visibilità ZERO, il vento mi sbatacchia come un fuscello e si che tra moto e pilota di peso ce ne è! Il primo pensiero è di farmi da parte, riesco a raggiungere il bordo strada alla cieca, vedo 2 pioli di cemento e mi ci piazzo in mezzo, il tutto in modo estremamente violento dura 1/2 minuti che sembrano una eternità.

Appena ritorna una visibilità accettabile per la guida riparto, ma mi devo fermare subito, davanti a me ci sono per terra le moto di Fabio, Sandro e Claudio, tutti piloti di esperienza che non sono riusciti a tenere la moto su, questo vi fa capire l'intensità dell'evento, cerco di prendere in mano la situazione perchè Toni è a fine gruppo, decidiamo quindi di mandare Mohamed avanti, io dietro con tutti i fari accesi, se mi vede distanziare rallenta, se sparisco ci si ferma e tutti gli altri a seguire. Nel frattempo arriva Toni, conviene di procedere in questo modo con lui a chiudere, la faccio breve, non ci saranno più manifestazioni così violente anche se la tempesta non cesserà nemmeno il giorno dopo, riusciremo quindi a raggiungere l'albergo senza problemi, nessuno si è fatto male, nessun danno di rilievo alle moto, avremo così una storia da raccontare.......

Il giorno dopo era quello di riposo, visto il meteo inclemente mi riposerò davvero alla grande senza risparmiarmi 4 bagni in piscina, il giorno dopo altra bella tappa: Merzouga > Ourzazate. Anche a Ourzazate mi concederò un bel bagno in piscina ed un po' di riposo senza visitare il paese che avevo già visto negli anni passati.

La maledizione di Marrakech

Ourzazate > Marrakech, anche questa una delle tappe più belle, dopo la solita sosta al set del Gladiatore dove troviamo il solito omino in compagnia di serpente e camaleonte saliamo verso il passo Tichka percorrendo una strada alternativa secondaria chiamata "la via del Sale", purtroppo per qualcuno i tratti non asfaltati saranno parecchi, decine di km sui quali mi divertirò con la mia R100GS.

Raggiunta Marrakech sento che qualcosa non va, a me, non alla moto, un po' di brividi, stanchezza, vado in albergo e mi metto a letto, sento che mi sale la febbre, non posso misurarmela perchè non ho portato il termometro, ma c'è, più che altro sono incavolato, su quattro volte che sono stato in Marocco ben 3 mi sono sentito male a Marrakech! Vabbè, c'è poco da fare, riposo, tachipirina, TV, non vado nemmeno a cena e mi arrangio con delle barrette pasto che mi ero portato dietro sperando che il giorno dopo stia meglio, ci attende infatti la tappa più lunga: oltre 600km per ritornare a Tangeri.

In effetti la mattina mi sento un po' meglio, anche se ancora costipato, si doveva partire alle 8, ma una foratura ci ritarda di un'oretta e così saremo in viaggio alle 9, quasi tutta autostrada con la quale riusciremo a mantenere una media elevata e raggiungere il porto in orario per le operazioni di dogana ed imbarco. L'attesa di oltre 3 ore all'addiaccio sul molo non gioverà al mio stato di salute, ma le 3 notti sulla nave mi daranno tutto il tempo di recuperare.

Il viaggio è ormai finito, non ci restano che i saluti ed i convenevoli finali, non posso quindi che ricordare anche qui in ordine sparso i miei fantastici compagni di viaggio:

Claudio Breviglieri, compagno di camera, forse questa è la prima volta che tornerà da un viaggio dimagrito a causa delle numerose sedute in bagno, persona squisita, mai una incomprensione, con la sua BMW F800GT non pensava davvero di farsi così tanti sterrati, spero non me ne voglia.

Angelo Berardo, un personaggio, una carica di simpatia smisurata, una via di mezzo tra Renato Zero e Panariello, formidabile nelle sue uscite in arabo e francese, determinante nel farci arrivare in pole position all'imbarco del ritorno. Tutto il viaggio con la sua BMW R1200GS, un paio di Jeans e due scarpette da moto leggere, immancabile nei trasferimenti lo "zainetto puffo" sulle spalle.

Sandro & Francesca, davvero una bella coppia, esperti e ben attrezzati per i viaggi in moto si sono fatti il tour a cavallo della loro BMW R1200GS LC, in pratica hanno rappresentato il Moto Club di Castelfiorentino in Marocco.

Daniele Besozzi, sempre pronto e sorridente, anche quando l'ultimo giorno ha forato la ruota posteriore della sua Africa Twin 1000, credo che lo ritroveremo sicuramente in altri prossimi tour di "Moto & Turismo on/off road".

Luca & Patrizia, il Doc e sua moglie a cavallo di una Yamaha custom 1300, abbigliamento motociclistico con look anni 70 per entrambi, casco Jet, jeans, giubbotto di pelle e via! Stoici nella sopportazione delle strade disconnesse e sterrate dove non si sono mai lamentati, una coppia on the road.

Giuliano Ettori, imperdibile nella sua cavalcata a gambe larghe non perdeva occasione per scappare dietro a Botturi in divagazioni off/road nonostante avesse le gomme alla fine, divisa "mozzarelle val Trompia" e tanta simpatia da vendere.

Renato Proserbio, sigarello sempre in bocca, giubbotto di pelle sempre addosso è diventato insieme a Massimo azionista dei produttori d'olio d'Argan in Marocco, in tour con una Yamaha Supertenere 1200.

Massimo Guidotti, alla sua seconda esperienza in Marocco si è ben divertito usando questa volta la più comoda e performante BMW R1200GS Adventure, ha pagato pegno in famiglia visitando i più forniti produttori di olio d'Argan ed altri ammenniccoli marocchini, la sua divisa un cappello di lana marrone, una sciarpetta della Tucano e quando faceva freddo anche un K-way!

Ferdinando Medea, il decano del gruppo con una impegnativa BMW R1200RT si è sciroppato tutto il tour, sempre pronto a lucidare il cupolino con tanto di spruzzisprazzi e panno ad ogni sosta è dovuto andare in terapia quando la tempesta di sabbia non gli ha permesso questa operazione.

Nicolò e Alice, le mascotte del gruppo, ventenni e alla prima esperienza in un viaggio impegnativo del genere l'hanno affrontato senza mai lamentarsi nonostante la BMW F800R con le sue corte sospensioni rimbalzasse ad ogni buca (e Alice ancor di più), bravi davvero!

Fabio Locci, ormai una presenza costante insieme a me nello Staff della Tom42, motociclista d'esperienza ha fatto il giro con una nuova, splendida e performante BMW R1200GS Rally, sue alcune delle foto più belle.

Alessandro Botturi, pilota ufficiale Yamaha (ha corso l'ultima Dakar), persona semplice, simpatica e disponibile, come si dice in Toscana "da pane e salame" uno che non ti fa mai pesare la sua esperienza, le sue capacità, averlo con noi è stato un valore aggiunto notevole così come la visita al garage Yamaha vicino a Merzouga dove stanno provando le moto per l'edizione 2018. Ha fatto il giro con una Yamaha Supertenere 1200.

Adriano Furlotti, da sempre in Staff Tom42, persona di grande esperienza motociclistica su cui puoi fare riferimento anche per problemi meccanici, ha fatto da apripista al tour a cavallo di una Yamaha Supertenere 1200, penso che un taxista di Marrakech si ricordi bene di lui......

Mohamed, la nostra guida marocchina, difficile trovare una persona più affidabile, l'abbiamo avuto con noi in tutte le edizioni e sai che sui di lui puoi contare, ciao Mohamed, spero di rivederti in futuro.

Non rimane che Toni Merendino - Tom42, Team Leader e su cui già diverse volte ho scritto io ed hanno scritto anche su riviste del settore, dire persona "d'esperienza" con lui è riduttivo, pronto a prendere decisioni in un attimo sa tenere in mano qualsiasi situazione quando si fanno viaggi di questo genere, anche se a volte può sembrare "burbero" nel suo comunicare per lui conta molto il fattore umano, lo rispetta e lo fa rispettare, per questo e non solo, da anni con Moto & Turismo on/off road e Peruzzi Moto è il nostro Team di riferimento per il supporto logistico/organizzativo di tour a lungo respiro.
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