AlpiLand2016 - Peruzzi Moto

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AlpiLand2016

Travel experience
AlpiLand 2016
Nel terzo weekend di luglio si è concretizzato un raid on/off road alpino organizzato dal nostro webmaster Alessandro Bellucci, un gruppo di clienti amanti dell’Adventouring si è quindi cimentato nell’attacco delle più alte strade carrabili sterrate al confine tra Francia e Italia, ecco com’è andata…..

Dovevamo essere in 12, poi a prenotazioni fatte e confermate pochi giorni prima due partecipanti hanno dovuto rinunciare per cause di forze maggiori, siamo così rimasti in 10, numero tondo e perfetto adatto ad affrontare un tour per certi versi molto impegnativo, le moto rappresentavano un po’ tutta la gamma GS partendo dalla prima serie G/S fino all’ultima Adventure LC.

Un viaggio del genere che si svolge per la parte on/off road tra Piemonte ed i dipartimenti francesi confinanti richiede per forza di cose un trasferimento autostradale lungo ed in parte anche noioso, almeno fino a Genova, siamo quindi partiti verso le 12:30 dal meeting point dell’AdS Versilia Est sull’A12 e dopo le 16 eravamo già a Demonte, base italiana della prima tappa.

Il paese tipico di mezza montagna merita una sosta non solo come base logistica, ma anche per gli antichi loggiati ed il parco cittadino da cui si ammira un bellissimo panorama, di rilievo anche la chiesa con delle statue sul tetto visibili a grande distanza, peccato per il traffico pesante che sfrutta il breve e gratuito collegamento con la Francia dato dal colle della Maddalena, si spera quanto prima venga realizzata una variante che aggiri il paese in quanto tali bestioni fanno vibrare i muri dei loggiati stessi rinforzati con robuste arcate in metallo.

La sera ricca cena, passeggiata e quindi a letto, il giorno dopo sarà una giornata lunga ed impegnativa, valicheremo infatti il confine su asfalto dal Colle della Maddalena per poi iniziare le carrabili sterrate del Tunnel du Parpaillon e del Col de Vars, tutte le strade in quota non scenderanno mai sotto i 2000m slm sfiorando addirittura i 3000m sul col de Sommelier.

La mattina tutti presenti al briefing mattutino, la puntualità dei partecipanti sarà una costante di tutto il viaggio che ci permetterà di rispettare i tempi previsti nonostante una foratura nel pomeriggio di sabato, spiegate le caratteristiche del percorso giornaliero e la condotta da rispettare alle 9:30 siamo già sulla strada del colle della Maddalena dove faremo sosta trovando una pattuglia della polizia francese, cosa generalmente insolita sul valico e probabilmente dovuta ai tragici avvenimenti di Nizza, nessun controllo ci verrà comunque richiesto.

L’attacco del Tunnel du Parpaillon è molto facile da trovare, giunti nel paesino di Le Condamine-Chatelard si prende a destra e si inizia a salire per una ripida stradina asfaltata, un cartello avvisa che il tunnel è chiuso, ma le informazioni che avevo reperito me lo davano aperto e così abbiamo continuato fino a trovare lo sterrato, dopo un iniziale passaggio dentro il bosco la strada si apre su una spettacolare vallata da cui si può ammirare la vetta che sembra impossibile da raggiungere.

Il fondo non è difficile anche se un po’ mosso, alcuni tornanti sono a gomito e molto stretti, la prima è obbligatoria, non bisogna farsi mai prendere la mano dal gas perché il pericolo di precipitare giù per la montagna è sempre incombente, essendo il primo a fare da guida mi vedo apparire davanti un sacco di marmotte che curiose ci guardano da lontano e poi scappano velocemente.
Un convoglio di fuoristrada si fa da parte per permettere il nostro passo, al volo gli chiedo se il tunnel è aperto e mi confermano la percorribilità, siamo così più sereni nell’affrontare gli ultimi tornanti che ci portano a questa opera costruita nel 1891 dall’esercito francese, in pratica un buco nella roccia lungo 500m a 2600m slm con l’acqua che trasuda all’interno e crea grandi e profonde pozzanghere.

Nonostante l’abbia percorso un sacco di volte ha sempre un suo fascino che viene recepito anche dagli altri partecipanti, all’uscita del tunnel saranno felici e contenti come bimbi al luna park! Inizia ora la discesa che va fatta con prudenza in quanto le nostre moto sono pese ed inerziali, il fondo comunque è migliore del versante già percorso e raggiungiamo così facilmente e nuovamente l’asfalto, sosta per il pranzo al ristorante “Fringale” dove ci sazieremo con piatti tipici locali, quindi di nuovo in moto per l’attacco del Col de Vars in off/road.

Lo sterrato del pomeriggio è difficile da impegnare in quanto non è ben cartografato ed è l’unione di più sterrati per raggiungere il bestiame al pascolo e piste di manutenzione per gli impianti da sci, diversi i bivi, insomma: ci vuole una guida, altrimenti ci si perde facilmente, non è il caso nostro che saliamo senza problemi percorrendo nel primo tratto un bosco di conifere con vista da cartolina sul lago di Serre Poncon.

Faremo una sosta ad una fonte per dissetarci e rinfrescarci prima di iniziare la salita verso la zona brulla oltre i 2000m, proprio sul culmine Carlo fora la ruota posteriore della sua R100GS PD, era uno dei 2 che non aveva montato gomme specifiche da on/off road, fatto sta che uno squarcio nel battistrada non permette una rapida riparazione (essendo tubeless), bisogna cambiare la camera d’aria, con Alberto & Carlo questi non sono davvero problemi ed in poco tempo riusciamo nell’impresa, ma soltanto grazie alla dritta di Ervis che ci fa vedere come stallonare la gomma utilizzando il cavalletto laterale di una moto ed il suo peso, geniale!
Raggiungiamo di nuovo l’asfalto e la seconda tappa del nostro tour: Briancon, una cittadina fortificata molto bella che andremo a visitare dopo cena, il giorno dopo rientreremo in Italia per attaccare la salita al Col de Sommelier, una delle strade sterrate carrabili più alte d’Europa, sul culmine del ghiacciaio si arriva a 3040/100m!

La domenica dopo il briefing per il trasferimento anziché il banale e trafficato valico del Monginevro guido il gruppo per la Val-Des-Pres ed il Chemin de L’Echelle, una stradina asfaltata che corre in ombra parallela ad un fiume dove fanno rafting e che passa da paesini che sembrano usciti da una fiaba, ci porta in poco tempo a Bardonecchia, qui ricompattiamo il gruppo per dirigerci su Rochemolles dove inizia lo sterrato.

La strada che porta al Col de Sommelier è ben cartografata e si può considerare divisa in due parti, il primo sterrato, facile e polveroso si può percorrere anche con normali auto, arriva al rifugio Scarfiotti, un bel posto con cascate e laghetto, da qui la cosa si fa più seria ed inizia la parte impegnativa, con moto da enduro specialistiche si va su bene, ma con le nostre pesanti enduro stradali bisogna fare molta attenzione, non è un percorso adatto a chi è digiuno di off/road  a meno che non porti una leggera monocilindrica.

Sapevo già per informazioni reperite precedentemente che non era possibile raggiungere il ghiacciaio, gli ultimi 4Km 10gg prima erano invasi dalla neve che aveva fatto sparire la carreggiata, andiamo quindi su finché ce la facciamo, ci fermeremo a 2860, appena 150m di dislivello sotto la parte raggiungibile da mezzi a motore, un convoglio di fuoristrada era impegnato 2 tornanti sopra a tirare fuori una 4x4 che nel tentativo di invertire la marcia era finita fuori strada affondando in parte nella neve, probabilmente sono ancora lì che si ingegnano!
La discesa percorre a ritroso la stessa strada della salita, con attenzione e fermandoci a scattare delle belle foto siamo arrivati al rifugio dove ci aspettava una buona polenta, riposino sulle sdraie lungo lago e poi stanchi, ma soddisfatti dell’impresa siamo tornati a casa.

CONSIDERAZIONI

• Il periodo migliore per affrontare queste strade è da fine luglio a metà agosto, l’unico in cui è alta la probabilità di non essere fermati dalla neve.
• Documentarsi bene prima di partire sulla percorribilità delle strade, fornirsi di buone mappe cartacee e ricavare poi dei riferimenti su GPS per essere sicuri di non sbagliare, per il Col de Vars in off/road meglio avere una guida perché le probabilità di perdersi su strade secondarie sono alte, nessun problema invece per il Tunnel du Parpaillon e men che mai per il col de Sommelier.
• Obbligatorio avere con voi qualche ricambio fondamentale e soprattutto essere in grado di riparare una foratura, altrimenti chi vi viene a prendere lassù!
• Una borraccia d’acqua e vestiario tecnico da moto, i bagagli non vanno sottovalutati, sconsiglio vivamente zaini a spalla se non per piccole cose e/o camel back, meglio di tutto sono le borse laterali magari assicurate con delle cinghie, proteggono in caso di caduta ed abbassano il baricentro, i capi devono essere a “cipolla” da togliere quando fa caldo, ma da avere a portata di mano se cambia il tempo.
• I cellulari non prendono nelle zone rurali e di montagna sopra i 2000m, tenetene conto.
• Con quale moto? Devo dire a ragion veduta che considerando anche le centinaia di km di trasferimento autostradali, l’autonomia e la capacità di carico oltre che la protezione, il tutto ovviamente in funzione anche del peso, la moto che forse più si è dimostrata adatta è la R100GS PD, stabile, relativamente leggera, in grado di tenere medie abbastanza elevate, insomma, una moto da tenere presente per chi ama l’Adventouring!

Qui alcuni riferimenti realizzati post giro (grazie a Maurizio Cipriani) per il percorso del sabato e qui della domenica.

© Alessandro Bellucci per peruzzimoto.com
 
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